giovedì 18 febbraio 2021

" ADDIO SUD" Un nuovo articolo del ns iscritto italiano (di Napoli) Bruno Pappalardo

 


ADDIO SUD!

Bruno Pappalardo -13.02.2021

 Dovete sapere che la parola REGGIO, accostata ad altro toponimi territoriali ( CALABRIA – EMILIA ) non hanno diversa derivazione etimo- Deriva, infatti dal latinorex, regis (“re”) o regnum (“regno”) che significa “Città del Re".L’altro REGGIO  (Emilia ) si fa risalire dalla nascita della città da parte di Marco Emilio (Emilia)Lepido Dunque, “Regno di Lepido”. Insomma stessa matrice linguistica di “regis” .

Erano uguali anche per i Padri della Nostra Carta Costituzionale quando la scrisseroconfigurando le “Regioni”. Tutte col medesimo valore istituzionale e amministrativo.

Dovevano, infatti, ricevere “equamente” lo stesso finanziamento statale, in ragione della densità demografica e secondo il criterio  della “progressività.”, presente nell'articolo 53 della Costituzione.

Gli italiani versano una imposta che cresce se crescere il reddito. e viceversa; Significa che, se una comunità di cittadini, appartenenti allo stesso territorio regionale, introita di più, deve versare di più allo Stato.Coinvolge anche il principio della “sussidiarietà” entrata in Costituzione mediante la riforma della legge 3 del 2001 del Titolo V . Nascono, per questo i cosiddetti  LEP. (Livelli Essenziali di Prestazioni)

Ma cosa è la “SUSSIDIARIETÀ” e cosa sono i “LEP” ?

La prima è quando“le società di ordine superiore, ( STATO) deve sostenere e aiutare quelle minori o “corpi intermedi”,… - che per brevità e a titolo di esempio indichiamo le (sola)Regioni, - che versando in un deperimentoeconomico e, dunque,di servizi, (…assistenza sanitaria, istruzione, educazione, informazione e formazione et cetera)  ebbene,“lo Stato deve sostenerle finanziariamente e coordinare gli interventi degli altri corpi intermedi o regioni.

Questo principio è stato sancito dall’Unione Europea nel trattato di Maastricht il 7 febbraio del 1992,

Ecco che allora, lo Stato crea un “fondo di perequazione” che mira a alleviare le diseguaglianze tra  territori. Se tra i cittadini di diverse Regionisi palesano differenti capacità fiscale, allora interviene il fondo per dare gli stessi standard di prestazione nella somministrazione di servizi, nonostante gli sbilanci) alimentato da quote di entrate tributarie.

I LEP, sono appunto, la definizione di questi standard prestazionali molto bassi al SUD

Ma iLEPnon verranno mai attivati, perché odiati dalle regioni ricche e tutto viene congelato.

Intanto le regioni ricche (quelle del Nord) incassano sia gli introiti ordinari dello Stato che quelli erogati  in eccesso dalla “Spesa storica”: “Se Milano possiede 1000 asili-nido e Regio Calabria solo 10, a Milano arrivano soldi per 1000 asilo e a Reggio Calabria solo quelli per 10”.

Questa sperequazione anticostituzionale genera un squilibrio socio-economico tra territori originando nuova disoccupazione, Pil interno territoriale depresso,quantità di servizi scadenti et cetera. Questo è statouna delle ragione che ha determinato l’enorme divario tra il Sud e il Nord, tra territori di serie A e quelli di serie B, favorendo la richiesta d’una “Autonomia Differenziata Regionale” o Secessione dei Ricchi spaccando il Paese in due.

GIANCARLO GIORGETTI, della LEGA all’epoca al governo, nel 2013 è Presidente della Commissione per il Federalismo Fiscale. Scopre tutto. Chiede di secretare e insabbiare i dati. La faccenda è troppo grossa.

La SVIMEZ, ( Associazione per lo Sviluppo dell'Industria nel MEZzogiorno) scopre tutto e viene calcolato che dal 2009, ma anche da molto prima) il Nord, ha sottratto al Sud, 840 MILIARDI di euro.

GIANCARLO GIORGETTI P stato nominato il 12 Febbraio 2021, MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO.

REGGIO EMILIA E REGGIO CALABRIA NON SONO UGUALI !

Bruno Pappalardo

domenica 27 dicembre 2020

E IO PAGO....un articolo, di giorni fa, del ns iscritto di Napoli Bruno Pappalardo

 

    

E IO PAGO,…

Bruno Pappalardo - 19.12.2020

Parliamo dell’Italia,…interessa?

Parlare dell’Italia è parlare d’uno sfascio.

E’ parlare di un DEBITO PUBBLICO di sopra i 2.400 miliardi,…il peggiore d’Europa forse anche dietro la Grecia.

Debito che aumenterà ancora di 209 miliardi per il RECOVERY FUND

Dite che sono gli interessi sono bassissimi?

E chi se ne frega!

TANTO SONO IO A PAGARE per ben due, tre, …tante volte in più.

Anche un prestito non caricato da alcun interesse, bisognerà comunque pagarlo!

Se aggiungiamo anche il MES e del SURE di circa altri 320 miliardi.

Benissimo!

Ma quando, il prossimo anno, bisognerà riformulare il DEF ( Documento Economia e Finanza, ossia il bilancio di previsione dello Stato) nel rapporto con Europa, i vari Salvini e euroscettici di turno, faranno ancora storie per uscire dall’Europa? O in quella circostanza, accetteranno la percentuale (da non sforare) ch’essa imporrà noi? E quale il tasso di crescita che chiederà per il 2021? (saremo piegati a 90° )

Ma come viene vista l’Italia nelle Borse d’Europa e nel mondo? …TOSSICA!

Ma quanto abbiamo in cassa che ci considerano così poco? (intendo la riserva aurea)

Abbiamo in cassa circa 100 miliardi ( 2.452 tonnellate d’oro) capitale FISSO ( per battere moneta)

Abbiamo però un vero primato,… mi direte: FINALMENTE!

Anzi, abbiamo DUE primati:

Il primo è l’EVASIONE FISCALE che ogni anno assomma a oltre a 100 miliardi , la stessa cifra della nostra Riserva Aurea, ( ma ogni anno) il secondo, la FORBICE TRA RICCHI E POVERI. A prescindere dai ricchi diventati più ricchi ma, all’interno del rendiconto tra classi sociali e aree geografiche, la situazione é tragica. Il SUD ( soprattutto Campania e Sicilia in Italia) risulta più colpito. Vuol dire che un napoletano o un siciliano é meno ricco di un italiano del Centro-Nord. Ha, infatti, un reddito 9/10 volte ( circa) più basso di costoro.

Siamo in questo i PRIMI in EUROPA!

La situazione é simile nelle altre aree del SUD d’EUROPA ma quello che sconvolge e inquieta è che, quelle più ricche chiedono maggiori finanziamenti 30% in più rispetto ai Lep ( livelli essenziali di prestazioni mai attuati ) più ospedali, più autonomia, spaccando il Paese, più bassi gli stipendi per i Sud, più basso il potere d’acquisto per le loro aree, et cetera...una locomotiva ormai deragliata!

Un nuovo razzismo si fa prepotente e invisibile avanti. E’ fatto di uomini con mascherine e colletti bianchi – travestiti da sinistrorsi – ma grattate con le unghia il bianco delle camicie e ne verrà fuori, nero, …ma non nero-nero, ma nero, nero, nero! 

Bruno Pappalardo

lunedì 14 dicembre 2020

Il rifiuto di Augias


Riportiamo brevi considerazioni del ns iscritto italiano ( di Napoli) Andrea Balia.... 

 


 

Il rifiuto di Augias

Napoli, 14/12/2020

Il giornalista Corrado Augias ha restituito la legion d’onore conferitogli dal presidente francese Macron. Infatti uguale concessione è stata data anche al presidente egiziano. In considerazione del problema delle torture e uccisione (comprovate!) del giovane italiano Giulio Regeni da parte di ufficiali egiziani e dell’atteggiamento depistatorio e poco serio in merito del governo egiziano, tale rifiuto di Augias appare sacrosanto.

Non consideriamo quest’ultimo un giornalista del tutto attento per certe sue considerazioni poco felici sulla verità storica del popolo del Sud Italia, ma resta una figura con valori progressisti e di equità che rendono onore il suo far riferimento a valori di giustizia ed umanità, per cui riteniamo sacrosanto il suo rifiuto che diversamente lo accomunerebbe a persone e governi ben distanti dai suddetti valori.

Ci auguriamo che anche il governo italiano proceda con la dovuta fermezza rispetto al governo egiziano, superando opportunità del tutto ingiustificabili di commercio fra i due paesi.

Andrea Balìa

lunedì 28 settembre 2020

Riflessioni sul credo e l'impegno profuso nel proprio ed ex mondo del lavoro di Giovanni Cutolo, nostro iscritto residente in Spagna!

 

 


 
 

FINE DI UN’ILLUSIONE

 

Immaginiamo che il misterioso passaggio dell’uomo sulla terra corrisponda a una pièce teatrale: un Prologo trascorso dal protagonista nel pulviscolo cosmico,nel quale il non-ancora-nato vaga ignaro del Tempo e dello Spazio; di un Atto che lo ritrova per nove mesi nella placenta del ventre materno a recitare da Narciso-feto-protagonista; di un Atto II vissuto nella placenta dell’atmosfera terrestreper un numero limitato e indeterminato di anni, vestendo le vesti di Edipo; e di un Epilogo che marca il ritorno alla veste originaria di pulviscolo cosmico perduto,fuori dallo Spazio e dal Tempo.

Mi sono occupato di design per oltre cinquant’anni. L’ho fatto per vocazione e non per dovere o per denaro. Mi sono impegnato nella pratica - operando nelle aziende e nel mercato - e contemporaneamente nella teoria - riflettendo, scrivendo e insegnando. Affascinato dalla tesi sostenuta in “Opera Aperta” da Umberto Eco, ho creduto che il design avrebbe reso le merci più gradevoli e più belle e che pertanto ci avrebbe reso un mondo migliore. Ho creduto che il design potesse divenire il protagonista di una rivoluzione non meramente superficiale, capace di lasciare un segno nelle persone, migliorandone il gusto insieme ai comportamenti e conseguentemente anche le loro scelte nei consumi e non solo. E forse, almeno in parte e per alcuni, c’è anche riuscito. Ho immaginato - e quasi fideisticamente creduto - che il design potesse essere in grado di frenare l’apparentemente inarrestabile “sviluppo” industriale ed economico, riuscendo almeno a integrarlo in un “progresso” civile e sociale. Ho sognato che il designfosse quel dio salvifico, evocato e auspicato da Martin Heidegger, capace di arginare e contrastare la crescita della Tecnica e del “pensiero calcolante”. La crescita di quel modo di pensare quotidiano che subordina l’esistenza alla funzionalità, alla velocità e al profitto. Quel pensiero calcolante che prelude a un’esistenza che sembra ormai destinata ad abbandonare l’umano, privandolo di quella libertà che lo ha sempre caratterizzato e contraddistinto. Confesso infine di aver pensato, ingenuamente, che contrastando la Tecnica il design sarebbe riuscito a evitare il trionfo della mente calcolante. E invece mi sono sbagliato perché non è stato così. Sono ormai convinto che stiamo assistendo a un’ennesima trasformazione epocale, già presente peraltro e ripetutamente sin dalla notte dei tempi. Dal tempo del mito ci giunge il racconto di Edipo che uccide suo padre Laio. Dal tempo storico ci giunge, figlia dei turbamenti indotti dalla Rivoluzione industriale, l’invenzione letteraria di Mary Shelley nella quale Victor Frankenstein viene ucciso dal Demone da lui stesso creato. Dal tempo attuale percepiamo, con angoscia e preoccupazione, che Tecnica e Tecnologia sono in procinto di distruggere l’umano o di trasformarlo in qualcosa di assai differente da ciò che è sempre stato. Sembra insomma che il padre-creatore sia sempre e ineluttabilmente destinato a essere ucciso dalla creatura che lui stesso ha generato. Forse questa reiterata periodizzazione può essere letta assegnandole un valore opposto, o comunque più problematico. Che la creatura miri a "uccidere" il suo creatore è strutturale, almeno nell'àmbito psicoanalitico dell'Edipo, anche se non necessariamente in senso proprio. Difatti, Freud constata che il cosiddetto "complesso di Edipo" può tranquillamente dissolversi nel percorso di acquisizione di una identità propria da parte della creatura. Il processo di sublimazione operante nell'arte esemplifica la portata, individuale e sociale, di tale esperienza,nel tormentoso passaggio dall'opposizione all'autorità. Joyce fa dire a Stephen, ovvero al proprio alter ego, che il padre è un male necessario. Il processo di civilizzazione e la sopravvivenza dell'arte dipendono dalle modalità di "tramonto" dell'Edipo. Non è detto che la Tecnica e la Tecnologia "uccidano" l'umano, mentre è verosimile che lo condizionino sempre più pesantemente. Se non c'è un "Dio-padre" responsabile dell'intero programma, spetta allora alla creatura umana prendere l'iniziativa. Ma, come hanno rilevato molti pensatori alla ricerca di una via d'uscita onorevole e praticabile, l'avidità e l'odio per l’altro, per il “diverso”, ostacolano - molto di più della Tecnica e della Tecnologia – il raggiungimento di un compromesso razionale e spingono ottusamente verso il rischio della non lontana estinzione dell’uomo su questa terra.

 Giovanni Cutolo

domenica 19 luglio 2020

Un'interessante segnalazione del referente in Portogallo Miguel Almeida


Il premier portoghese Antonio Costa va giù duro contro l’Olanda



Lisbona, 18/07/2020

di Miguel Almeida

Antonio Costa, il premier del Portogallo, senza arrovellarsi in discorsi complicati da interpretare o che mirino a secondi scopi richiede un esplicito chiarimento  all'Unione Europea. Lo fa enunciando una semplice ma inequivocabile domanda ai Paesi Bassi, chiedendo loro di prendere una decisione, ovvero "se restare o andarsene". Ancor prima che voler sottolineare  una “question”  finanziaria e di natura economica, punta ad una questione politica.
Nell’intervista che ha concesso all’agenzia portoghese “Lusa” ha detto che urge sapere  se si può passare a 27 nell'Unione Europea, a 19 nella zona euro o se c'è chi preferisce restare fuori. Esplicitando di riferirsi ai Paesi Bassi.
Il primo ministro Costa ha chiarito che è giunto il momento in Europa d’esser chiari. E che tutti dimostrino qualità politiche onde evitare di diventare tutti ostaggi di populismi elettorali. 
Miguel Almeida

venerdì 3 luglio 2020

Un'acuta riflessione sull'influenza della pubblicità del nostro iscritto Giovanni Cutolo, italiano con residenza a Barcellona.

Barcellona, 03/07/2020

di Giovanni Cutolo

MANIPOLAZIONE E/E’ PUBBLICITA’

La pubblicità, che abitualmente dispone di una cospicua parte del capitale fisso immateriale di ogni industria di produzione, da molto tempo ormai “funziona come un mezzo per produrre i consumatori. In altri termini, funziona per produrre desideri, voglie, immagini di sé e stili di vita che, fatti propri e interiorizzati dagli individui, li trasformeranno in quella nuova specie di acquirenti che non hanno bisogno di quel che desiderano e non desiderano ciò di cui hanno bisogno”. (André Gorz, L’Immateriale – Conoscenza, valore e capitale, Bollati Boringhieri, 2003)
La trasformazione della “propaganda” in “pubblicità” si deve a Edward Louis Bernays (1891-1995), statunitense di origine austriaca, celebre fra l’altro per la sua parentela con Sigmund Freud, fu uno dei primi a utililizzare metodi derivati dalla “psicologia del subconscio” al fine di manipolare l'opinione pubblica. A lui si devono le locuzioni "mente collettiva" e "fabbrica del consenso". Bernays è comunemente considerato uno dei padri delle moderne “relazioni pubbliche”, delle quali ha teorizzato le principali regole fondanti in un libro pubblicato negli USA nel 1928. (vedi: Edward L. Bernays, Propaganda, Lupetti editore, 2008)
Acclamato inventore della “ingegneria del consenso” Bernays ha teorizzato e poi spiegato che, se i bisogni delle persone sono “limitati per natura”, i loro desideri sono invece “illimitati per essenza”. Per farli crescere basta sbarazzarsi dell’idea, sbagliata, che gli acquisti degli individui debbano corrispondere a bisogni pratici e a considerazioni razionali. Occorre quindi fare appello alle spinte inconsce, alle motivazioni irrazionali, ai fantasmi e ai desideri inconfessati e rimossi. Evidente qui l’influenza dello zio famoso è manifesta. Verrebbe da dire che buon sangue non mente! Ma sarebbe un ingiustificato e immeritato vulnus alla ben differentemente qualità etica del pensiero freudiano. Secondo Bernays invece di rivolgersi al senso pratico degli acquirenti, come si limitava a fare la propaganda dei bisogni, per sviluppare i desideri occorreva fare ricorso alla pubblicità e alle public relations, formulando messaggi capaci di trasformare anche i prodotti più banali in vettori di senso simbolico. Bisognava fare appello alle emozioni irrazionali, con l’obiettivo di creare il consumatore-tipo, un consumatore convinto di trovare nel consumo un mezzo per esprimere sè stesso. In effetti, un consumatore vittima di una sedicente “cultura del consumo”, una cultura volgare, veicolata surrettiziamente mediante il messaggio (sic!) pubblicitario. Un messaggio rivolto al consumatore potenziale affinché esprima il “suo io più intimo”, come suggeriva una pubblicità degli anni venti del secolo scorso sollecitando la gente a dare libero sfogo a quello che avevano di unico e di più prezioso, ma che restava nascosto.
I mandanti del progetto condotto a buon fine da Bernays furono comprovatamente i capi delle corporations americane, i quali intendevano trasformare il modo in cui la maggior parte degli americani pensava ai prodotti. Uno dei banchieri più in vista di Wall Street, Paul Mazur della Lehman Brothers, non lascia dubbi di sorta esprimendo con estrema chiarezza cosa fosse necessario fare per dilatare i consumi al fine di sostenere i livelli della produzione industriale.  “Dobbiamo cambiare l'America da cultura dei bisogni a cultura dei desideri. (…) Bisogna insegnare alla gente a volere cose nuove, anche prima che le cose vecchie siano state consumate del tutto. Dobbiamo formare una nuova mentalità in America. Occorre che i desideri dell'uomo mettano in ombra le sue necessità".
(NorbertHäring, Niall Douglas, Economists and the Powerful: ConvenientTheories, DistortedFacts, AmpleRewards, London, Anthem Press, 2012)
Va ricordato che, fino a quel momento, il consumatore americano non esisteva. Esistevano il lavoratore americano e il proprietario americano e questi producevano,  risparmiavano e consumavano ciò che era necessario. Solamente i ricchi acquistavano beni di cui non avevano bisogno. Mazur – il grande banchiere visionario - immaginò di rompere con tutto questo, proponendo di creare un mondo in cui non si compravano le cose che servivano, delle quali si aveva bisogno, ma quelle che si desideravano. L'uomo che, al servizio delle corporations americane, sarebbe stato l’artefice di questo cambio di mentalità fu appunto Edward Bernays. Egli fu sicuramente l'uomo che più di ogni altro seppe, rielaborando le riflessioni dello zio Sigmund, mettere in pratica le teorie psicologiche essenziali per consentire alle corporations di affascinare e manipolare le masse, quelle americane prima e quelle del resto del mondo poi.
Merita una ultima riflessione il fatto che Joseph Goebbels, Ministro della Propaganda del Terzo Reich hitleriano, abbia confessato a un giornalista americano che, tra le cose che lo avevano ispirato, c'erano anche gli scritti del nipote di Freud, Edward Bernays.

Giovanni Cutolo

lunedì 22 giugno 2020

La Storia in primis...un contributo del ns iscritto di Napoli Bruno Pappalardo





LE STATUE DELL’ORRORE

Bruno Pappalardo – 19.06.2020

Cosa è una città? E’ uno spazio, comunemente definito “urbano” dove si abita e non solo. In questo spazio, tante persone vivono, spesso, per l’intera loro vita e anche le loro successive generazioni. E’ dove si sviluppano attività economiche e di profitto. E’ uno spazio di servizi erogati, spesso malissimo, ma che tengono insieme la comunità. E’, allora, uno spazio sociale,…e politico, che  urbanisticamente si forma per “funzionare” a vantaggio dei suoi cittadini altresì del forestiere.
Questo grande contenitore, deve produrre anche “crescita culturale” perché tutti ne possano beneficiare scuole, teatri, accademie, musei, conservatori, università, botteghe di mestieri, et cetera,…anche a livello nazionale. La crescita culturale dei cittadini è indispensabile. Avviene massimamente in questi luoghi, dove si raccontano e trasmettono valori esistenziali, dunque comportamentali, incrementando le RELAZIONI, interne in ogni suo comparto. 
Questi luoghi non nascono lo stesso giorno in cui si intende frequentarli ma, già esistono!
Sono il nostro patrimonio di beni comuni avuto in eredità dalla STORIA, dalle generazioni precedenti. I destinatari rampolli di questo capitale, sono le generazioni future.
Arriva dal passato, da un qualsiasi passato, espresso da un qualsiasi genere di potere. 
La città è, quindi, spazio ETICO ed elettivo che guida e da direzioni. In essa si forma, una precisa IDENTITA’, vero collante della pluralità e diversità sociale  tra cittadini.
Sono spesso capolavori dell’architettura artistica di un passato lontano e recente, sorti per celebrare un autorità dinastica o dittatoriale o rivoluzionaria o democratica. Sono luoghi che conservano la forma, struttura e bellezza della propria contemporaneità. La loro storia é percepita dal cittadino come detentrice   e madre di valori pedagogici esemplari,… formativa di una coscienza civile di ciascuno.
La città, potrebbe essere paragonata ad un libro di storia. Un libro di pagine bianche, scritte poi, nei millenni, dal suo passato, una narrazione semantica, espressione di sistemi culturali descrittivi ma anche costruttivi della sua forma urbana e civile.
Ma come un qualsiasi libro di storia, quello delle città, non riuscirebbe mai a contenere tutti i suoi episodi.
La toponomastica, che è appunto la parte linguistica di ogni città, installa targhe che rimarcano il valore positivo sia dei personaggi che dei posti diventati simboli di merito, onore e lustro per essa.
Il territorio, non dovrebbe esporre solo i simboli di chi li governa o di chi politicamente ( o con le armi)  l’ha conquistato ma tutti quelli che nei secoli hanno lasciato la loro testimonianza. I simboli della MEMORIA non si toccano!...e, non perché rappresentano la grandiosità di qualcuno o qualcosa ma perché sono i segni, le chiare espressioni di una grammatica di significato espressa in frammenti, come una statua, una iscrizione alla memoria, un tempio, una fabbrica, et cetera, utilizzati dal un metodo storico e filologico dell’essere.  
La Storia è appunto ricerca che criticamente indaga e, con cognizione, ordina ed espone gli eventi umani. Perché sottrarre, allo sguardo a-confessionale dello storico o dell’ignorante i segnali di essa doviziosamente distribuiti nello spazio urbano? Perché sottrarre le orme riconosciute come solchi dell’unità? 
Il Movimento Iconoclasta, sarebbe accettabile per alcuni suoi temi purché la sua attività non generasse integralismo e terrorismo, stupido come la eliminazione di immagini selezionate secondo una ideologia o religione d’una unanimistica a visione. 
ORRORE per le due statue di Buddha, scolpite nella roccia 1800 anni fa, nella valle di Bamiyan ,in Afghanistan. patrimonio dell’umanità dell’UNESCO e bombardate e abbattute il 12 marzo del nel 2001 dai talebani.
ORRORE per Hatra nel 2017 e il suo santuario della “Città del Sole (II-III sec. d.C.) distrutta dai terroristi dell’ISIS e molte statue di dignitari e divinità. Hatra è stata salvata dall’ISMEO, Associazione Italiana Internazionale di Studi sul Mediterraneo e l’Oriente. Nel 1985 patrimonio Unesco;
ORRORE per di Palmira, con i suoi templi e statue demoliti da sistematiche distruzioni del gruppo terrorista dello Stato Islamico nel 2013;
ORRORE per il Museo di Ninive a Mosul, capitale del grande impero assiro (Iraq) dove sono stati abbattuti capolavori del III millennio e tutte le statue come sistematica distruzione di un patrimonio artistico e culturale appartenente al mondo intero per mano degli integralisti dell’ISIS;
ORRORE, dunque, per tutte le volte che le Religioni o la Ragione, con i suoi dogmi, abbatte o resetta la verità dell’ARTE e della  STORIA.

Bruno Pappalardo